Self check-in affitti brevi: è legale? Regole 2026 e keybox
Il self check-in negli affitti brevi è legale solo con il riconoscimento de visu. Cosa dice il Consiglio di Stato, keybox o serratura smart e messaggi pronti.
Il self check-in negli affitti brevi è legale, ma solo se vedi l'ospite e lo confronti con il suo documento al momento dell'arrivo: di persona o con un collegamento video, in tempo reale. Una keybox con il codice mandato in chat, senza nessun controllo visivo, non basta. Lo ha confermato il Consiglio di Stato con la sentenza n. 9101 del 21 novembre 2025.
Qui trovi cosa chiede la legge, cosa è permesso e cosa no, come scegliere tra keybox e serratura smart e i messaggi pronti da copiare.
Il self check-in è legale in Italia?
Sì, se c'è il riconoscimento. La regola viene dall'art. 109 del TULPS, in vigore dal 1931, e vale anche per chi affitta casa per meno di 30 giorni. Ti chiede due cose:
- dare alloggio solo a chi ha un documento d'identità con foto;
- comunicare i dati degli ospiti alla Questura con Alloggiati Web entro 24 ore dall'arrivo, ed entro 6 ore se il soggiorno non supera le 24 ore.
Con la circolare del 18 novembre 2024 il Capo della Polizia ha chiarito che il «check-in da remoto» – documenti ricevuti online e codice della porta o della keybox – non soddisfa questi obblighi. Nel 2025 il TAR Lazio aveva annullato la circolare; il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione. Il motivo: per comunicare alla Questura chi dorme in casa, devi prima verificare che la persona davanti a te sia quella del documento.
Cosa è permesso e cosa no
La sentenza non vieta il self check-in. Vieta di consegnare le chiavi senza nessun controllo visivo. Ecco le modalità più comuni, lette alla luce del testo:
| Modalità | Cosa dice la sentenza |
|---|---|
| Accoglienza di persona, con il documento in mano | Sempre valida |
| Videocitofono o spioncino digitale all'ingresso | Ammesso, se verifica «qui e ora» che l'ospite è il titolare del documento |
| QR code all'ingresso che scatta un fermo immagine | Citato come esempio possibile |
| Videochiamata dal telefono dell'ospite, davanti alla porta | Non citata: stessa logica, ma nessuna certezza |
| Foto del documento in chat e codice della keybox | Non basta |
Se vuoi andare sul sicuro, il riconoscimento avviene all'ingresso e prima del codice. L'ordine conta: prima vedi l'ospite, poi apri.
Keybox, tastierino o serratura smart?
Il riconoscimento dice chi entra. La serratura decide come entra. Tre strade:
- Keybox. Costa poco e non ha batterie. Ma il codice passa di ospite in ospite e la chiave si può copiare. Alcuni Comuni le vietano all'esterno degli edifici: Firenze le ha rimosse dall'area UNESCO. Prima di fissarne una su facciata o cancello, controlla il regolamento del tuo Comune e parlane con l'amministratore di condominio.
- Tastierino a codice. Un codice nuovo per ogni ospite, niente chiavi da restituire. Serve cambiare le batterie e ricordarsi di cancellare il codice dopo il check-out.
- Serratura smart. Codice o chiave digitale via app, con l'elenco degli accessi. Costa di più, ma si abbina bene al videocitofono: vedi l'ospite, controlli il documento, apri da remoto.
Qualunque sia la scelta, tieni una seconda chiave da un vicino o da un collaboratore: una batteria scarica alle 23 è un problema tuo, non dell'ospite.
Come organizzare il self check-in, passo per passo

- Alla prenotazione chiedi nome e cognome di tutti gli ospiti e l'orario d'arrivo. Avvisa che servirà un documento con foto.
- Tre giorni prima manda le istruzioni: indirizzo, come riconoscere il portone, piano, nome sul citofono, foto dell'ingresso.
- All'arrivo fai il riconoscimento, di persona o in video all'ingresso. Solo dopo dai il codice o apri la porta.
- Entro 24 ore – o 6, per una notte sola – comunica gli ospiti su Alloggiati Web.
- In casa l'ospite trova Wi-Fi, regole, raccolta differenziata e check-out in un unico posto.
Il CIN resta un obbligo a parte: se non l'hai ancora, leggi la nostra guida al CIN per affitti brevi.
Messaggi pronti da copiare
Alla prenotazione. «Grazie per la prenotazione! Per legge dobbiamo identificare tutti gli ospiti all'arrivo: tenete a portata di mano un documento d'identità con foto. A che ora pensate di arrivare?»
Tre giorni prima. «L'appartamento è in [via e numero], [piano]. Il portone è [descrizione]. Quando siete davanti, suonate al videocitofono “[nome]”: vi riconosciamo in video con i documenti in mano e vi apriamo. Tutte le istruzioni con le foto sono qui: [link della guida].»
Il giorno della partenza. «Il check-out è entro le [10]. Lasciate le chiavi [sul tavolo / nella cassetta], chiudete le finestre e spegnete l'aria condizionata. Grazie e buon viaggio!»
Adatta il secondo messaggio a come fai il riconoscimento: di persona, videocitofono o altro sistema all'ingresso.
Il self check-in con una guida digitale

GuestQR non fa il riconoscimento: quello resta a te. Ma tutto il resto sì. Incolli il link del tuo annuncio Airbnb o Booking, aggiungi al check-in le foto e il video del portone e della porta, e mandi il link della guida nel messaggio prima dell'arrivo. In casa, un poster con il QR code da appendere al muro porta alla stessa guida: Wi-Fi, regole, rifiuti e check-out, con il testo tradotto nella lingua dell'ospite tra le 8 disponibili. Se preferisci la carta, parti dal nostro modello di welcome book.

